LC Palermo Normanna


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Il Museo di Zoologia Doderlein: un tesoro nascosto.


Esiste al n.16 di via Archirafi il Museo di Zoologia della nostra Università che Silvio Buscemi, Presidente del Lions Club Palermo Normanna, ha voluto far conoscere ai Soci.

Il Museo è strettamente collegato alla vita della nostra città e del bacino del Mediterraneo e rappresenta la memoria stratificata di quanto si è verificato nel tempo: basti pensare che sono esposti esemplari di storioni pescati alle foci del fiume Oreto nella fine dell’ottocento, lupi che vivevano nel nostro territorio ed esemplari di altre specie estinte.

Ma andiamo per ordine. Pietro Doderlein nacque nel 1809 a Dubrovnik, figlio di un ufficiale francese e di Caterina Giorgi, nobildonna della città. Laureatosi in medicina a Padova ritornò in Dalmazia con l’incarico di medico condotto. Ma la passione per la biologia lo riportò a Padova quale assistente alla Cattedra di Storia naturale; a trent’anni, divenne Ordinario di Zoologia, Geologia e Mineralogia a Modena ove fondò il Museo di Storia naturale nei vent’anni di permanenza in quella Università.

Nel 1882 venne chiamato dall’Università di Palermo quale Ordinario di Zoologia ed Anatomia Comparata; qui si dedicò alla ricerca e catalogazione della fauna siciliana sviluppando il metodo comparativo in zoologia e realizzando notevoli progressi sullo studio della biologia marina.

Il Museo fornisce uno spaccato unico di documentazione scientifica sulla biodiversità della Sicilia alla fine del 1800, di metodologia scientifica e di innovazioni tecniche, alcune rimaste sconosciute, come la mummificazione dei pesci.

La Palermo di fine ottocento era la città florida dei Ducrot, dei Florio, degli Ingham etc., al centro del mondo europeo e la floridezza economica permise l’arricchimento continuo del Museo.

Accolti dal Direttore, Prof. Maurizio Sarà, abbiamo ascoltato dalla sua viva voce la storia del Museo sopra tratteggiata.

Quindi il Prof. Marco Arcoleo si è prodotto in una lezione di ittiologia illustrando, in particolare, le specie di pesce “aliene”, provenienti dai quattro angoli del mondo che talora vengono smerciate nei nostri mercati e vendute come mediterranee; ci ha indicato come riconoscerle quando non illustrate da cartellini di provenienza, cartellini per la verità sempre presenti nei supermercati, così come prescritto per legge.

A seguire il Prof. Sarà ci ha condotto per mano lungo le vetrine illustrandoci i campioni catalogati, la loro origine, abitudini e struttura anatomica di esemplari dissezionati per il necessario studio comparativo.

Così, davanti a noi sono sfilate specie di invertebrati, pesci, rettili, anfibi, uccelli e mammiferi tra la meraviglia dei visitatori perché il Museo è vivo, in quanto ci racconta un passato che ci aiuta a comprendere il presente e avanzare delle previsioni che sta all’uomo evitare siano catastrofiche.

La visita è molto istruttiva per ciò che è apprezzabile visivamente e rivela la passione degli uomini che vi hanno dedicato anni di ricerca e di studio per il progresso e per la didattica delle Scienze Naturali e Biologiche. Vantaggio ne ricavano la ricerca, gli insegnanti delle Scuole primarie e secondarie e, naturalmente gli studenti, cittadini di domani, per sviluppare la sensibilità verso la natura.

Non visitare questo Museo é privarsi di qualcosa di importante; così la mattinata di sabato 20 febbraio è stata spesa bene. Grazie Silvio Buscemi.

Notizie sul Museo possono essere attinte sul sito: http://www.museozoologia.unipa.it


Natale Caronia


 

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