Comitato “Tutela del mare e delle coste”


Foto apertura convegno - Copia


Zona 25


In data 13 aprile 2016 si è svolto a Licata il Convegno della zona 25 costituita dai quattro Clubs: Canicatti Host,Licata, Canicatti Castel Bonanno e Ravanusa-Campobello. Il convegno organizzato dal Comitato distrettuale Tutela del mare e delle coste, ha avuto sede presso l’ IIS “ E Fermi “ di Licata, D.S. Prof.ssa Maria Gabriella Malfitano.

Ha introdotto i lavori l’Ing. Rosario Bonvissuto, responsabile per la XI Circoscrizione del comitato distrettuale “…Il convegno rientra nelle attività del Service Distrettuale ” Cultura della Prevenzione, ” con particolare riferimento alla “Tutela del Mare e delle Coste”, ed ha come obiettivola promozione e la diffusione, attraverso l’informazione, della Cultura della “Tutela del mare e delle coste”, all’insegna della Semplicità, del Coraggio e della Concretezza; e con interventi che individuano soluzioni a breve, medio e lungo termine, per la salvaguardia dell’ambiente marino e costiero, secondo la linea guida tracciata dal Governatore del Distretto 108yb Sicilia, Dott. Francesco Freni Terranova.

“PER LA SALVAGUARDIA DELL’AMBIENTE MARINO E COSTIERO È NECESSARIA UNA LEGISLAZIONE CHE GARANTISCA UN’AZIONE COORDINATA E COERENTE CON SOLUZIONI MIRATE, DIFFERENZIATE E SPECIFICHE”

Dopo i saluti del presidente del Club di Licata, Dott. Nicolò La Perna, del Sindaco Angelo Cambiano, dei rappresentanti degli Ordini e Collegi professionali, ha aperto i lavori la Presidente di zona Dott.ssa Marina Barbera con un intervento caratterizzato da semplicià, coraggio e concretezza.

L’obiettivo di informare gli intervenuticirca la necessità di tutelare il delicato ambiente marino e le sue coste, è stato centrato, grazie al contributo di eccellenti relatori, che ognuno per le proprie competenze, ha affrontato ed analizzato sotto diverse sfaccettature il delicato equilibrio che governa il peculiare bacino del Mediterraneo ed in particolare lo stretto di Sicilia, descrivendone geologia, biologia, storia ed influenze relative all’attività antropica.

E’ stata dibattuta la compatibilità delle attività di ricerca e di estrazione di combustibili fossili, in una mare semichiuso come il Mediterraneo.

Le immagini video, proposte dall’ing, Rosario Bonvissuto, hanno evidenziato l’estrema bellezza e fragilità del nostro mare e delle sue coste.

Il dr. Emanuele Siragusa, geologo e storico presidente dell’Ordine Professionale dei Geologi di Sicilia, ha descritto i complessi fenomeni che rendono vivo il tratto di mare che separa l’Africa dalla Sicilia, interessato sia da un fenomeno di distensione chiamato rifting, che da quello della subduzione, cioè dallo sprofondamento di una placca continentale sotto un’altra; questi fenomeni danno origine rispettivamente alla formazione di isole vulcaniche (Pantelleria, Linosa e l’effimera isola Ferdinandea) ed ai frequenti terremoti che interessano il canale.

Il dr. Macaluso, ricercatore subacqueo dell’U. E. che, nel corso di alcune crociere oceanografiche promosse dall’Istituto di Geofisica e Vulcanologia, ha contribuito alla scoperta del grande complesso vulcanico che ha battezzato Empedocle, ha affrontato il poco noto fenomeno del vulcanesimo sedimentario nello stretto di Sicilia, da non mettere in relazione con i vulcani basaltici, ma identico al fenomeno che sulla terraferma dà luogo alla genesi dei vulcani di fango delle Maccalube di Aragona. In mare tale fenomeno, che è molto più inteso a causa delle forti pressioni idrostatiche, si manifesta con parossimi che danno luogo ad esplosioni e che in relazione alla massa di gas liberatosi da sacche che giacciono nei sedimenti marini, possono essere accompagnati da forti terremoti e persino da onde di maremoto, come quelle che hanno investito distruggendolo, il porto di Sciacca il 12 novembre del 1951.

Questo fenomeno, presente anche nei fondali marini del golfo del Messico, dove il metano si presenta semicongelato in forma di idrato di metano, è quello che ha determinato l’incidente della piattaforma della BritishPetroleum, Deep Water Horizon, investita ed incendiatasi dopo avere intercettato un giacimento di tale gas. Lo sversamento di petrolio è risultato incontrollabile, a causa delle alte pressioni vigenti nel giacimento di petrolio; la società petrolifera è stata condannata al risarcimento più alto di tutti i tempi, in quanto i tecnici, pur consapevoli della presenza del metano, avevano trivellato quei fondali attratti dal petrolio. Il dr. Macaluso, nel corso di un incontro alla camera dei deputati nel mese di novembre del 2014, ha reso noto a diversi parlamentari della presenza di tale insidioso fenomeno nello stretto di Sicilia, dato che alcune società petrolifere hanno richiesto permessi di prospezione finalizzati alla estrazione di idrocarburi, proprio nel tratto di mare tra la Sicilia e Pantelleria, dove tale fenomeno è maggiormente manifesto.

Dopo il disastro del golfo del Messico, gli studi scientifici presentati dal dr. Macaluso rappresentano delle linee guida da rispettare quando si vuole intraprendere ricerca e coltivazione di idrocarburi in presenza di vulcanesimo sedimentario.

Evitando di affrontare temi di politica energetica regionale o nazionale, il messaggio che è passato, anche grazie all’intervento dell’Ing. Mario Di Giovanna (esperto in progettazione geotecnica) che ha parlato dello stato dell’arte delle piattaforme petrolifere nei nostri mari, è stato quello della incompatibilità tra estrazioni petrolifere e fenomeni geologici nello stretto di Sicilia. Ma non solo.

Il mare nostrum è stato solcato, sin dall’inizio della civiltà, da genti provenienti da tutto il mondo conosciuto e la testimonianza di tali traffici marittimi, motivati dal commercio, dalla guerra, dalla pirateria o dalla ricerca di nuove terre da colonizzare, si trova nei numerosi relitti che giacciono nei fondali di questo mare. Non è ancora stato rinvenuto il relitto che accoglieva il Satiro Danzante, quello che ha restituito il Melkart di Sciacca ed il relitto romano del mare di Ribera, dal quale provengono i piatti celebrativi con le immagini di Eraclio che regge la Santa Croce e quello di Santo Stefano proto-martire. Una ricerca di questi preziosi reperti si è tentata non con finalità scientifica, ma di depredazione, nel 1997, con il saccheggio operato nello stretto di Sicilia dall’oceanografo Robert Ballard, che ha sottratto 115 reperti preziosi, all’NR-1, un piccolo sommergibile nucleare.

Il dr. Macaluso denunciò l’accaduto e nel novembre dello stesso anno riuscì a fare firmare un documento di condanna per la sottrazione di reperti archeologici, a numerose personalità del mondo della scienza, a diplomatici ed a politici; analoga denuncia, al Tribunale Internazionale del Mare di Amburgo ed anche nel corso di un congresso a Giardini di Naxos. Il risultato fu clamoroso: l’anno successivo fu annullata un’analoga missione nel mediterraneo. Quelle iniziative hanno rappresentato il primo passo di una serie di incontri e di confronti internazionali che portarono alla stesura del protocollo UNESCO di Parigi del 2001 sulla tutela del patrimonio culturale sottomarino del Mediterraneo.

Nel corso del convegno, è stata affrontata anche una questione delicatissima, quella relativa alla vulnerabilità della piattaforme petrolifere messe a rischio non solo per incidenti imprevedibili, (nonostante le rigide normative di sicurezza), ma soprattutto da atti di terrorismo.

Il riferimento è allo sversamento sottomarino di petrolio avvenuto lo scorso 13 marzo, tra Lampedusa e la Tunisia, in un pozzo che si trova a 6 miglia dello splendido arcipelago delle Kerkennah ed a circa 60 miglia da Lampedusa: soltanto i venti prevalenti che soffiavano verso sud, hanno impedito alla marea nera di raggiungere l’Area Marina Protetta della nostra isola di Lampedusa e la spiaggia dell’isola dei Conigli, mentre ha rovinato 3 chilometri di spiagge tunisine.L’aspetto più inquietante è che dietro questo sversamento ci possa essere un atto di sabotaggio dato che qualche settimana prima, la compagnia britannica Petrofac, specializzata nella fornitura di servizi all’industria petrolifera, ha minacciato di non investire i 20 miliardi di euro previsti nelle operazioni di trivellazione nell’area di Kerkennah, in quanto la società britannica ha accusato il governo tunisino di non riuscire a controllare i ripetuti atti di sabotaggio contro gli impianti della compagnia nell’area.

Al termine di questo intervento l’ing. Rosario Bonvissuto, che ha voluto riportare all’attenzione del pubblico, i dati significativi del più grande disastro ambientale della storia, verificatosi nel golfo del Messico il 21 maggio 2010,nonchè il discorso alla nazione di Barack Obama del 15 giugno 2010.

BARAK OBAMA, PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA, CONCLUDE IL SUO DISCORSO DICENDO:
“………… E’ L’ENERGIA PULITA LA NUOVA FRONTIERA, E’ ORA DI CHIUDERE CON LA DIPENDENZA DAL PETROLIO !!”

Dopo il dibattito ha concluso i lavori il Presidente della XI Circoscrizione del Distretto 108yb Sicilia Avv. Giuseppe Mauceri che, dopo avere riportato il saluto del Governatore Dott. Francesco Freni Terranova ha ringraziato l’organizzatore del convegnol’ing. Rosario Bonvissuto, il Dirigente Scolastico prof.ssa Mariagabriella Malfitano che ha ospitato il convegno, la Presidente di zona 25 Dott.ssa Marina Barbera, il Presidente del club di Licata Dott. Nicolò La Perna, il Presidente del ClubdiRavanusa-Campobello Dott.GaetanoCiuninonchétuttiipresenti.

Ha espresso il Suo apprezzamento per il forte coinvolgimento del territorio e degli Ordini e Collegi professionali (Presidenti e componenti degli Ordini, nonché i Sindaci dei Comuni di Licata, Dott. Angelo Cambiano, e Palma di Montechiaro, Ing. Pasquale Amato), rappresentanti della Fidapa, dell’associazioni WWF, della Lega Navale Italiana, dell’associazioneFinziade,dell’associazione. ATESTA ALTA, nonché i rappresentanti delle istituzioni scolastiche, i Docenti e gli alunni del IIS Fermi

“ Siamo in grado, ha detto il Dott. Mauceri, di lanciare un appello per la difesa dei nostri territori con la forza che ci dà la nostra assoluta coesione. Metabolizziamo l’idea –
NOI ABBIAMO BISOGNO DEL MARE COME IL MARE HA BISOGNO DI NOI – all’interno di questa sala e trasferiamola all’estero. Questo è il Lions, questo è il suo impegno ed il suo legame per e con il territorio.”


Convegno Licata 13 aprile 2016 - CopiaIMG-20160413-WA0003

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